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Alberto Lago e Nicola Pasquetti ricostruiscono la filiera vetrata delle torri VakıfBank a Istanbul: twist progressivo, migliaia di sagome, componenti custom e qualità distribuita tra più stabilimenti rendono la geometria un problema di produzione coordinata.
Le torri VakıfBank partono da una pianta rettangolare e, salendo, trasformano progressivamente il perimetro fino a una geometria a otto punte. Per Alberto Lago e Nicola Pasquetti, la difficoltà non è descrivere questo twist in un modello digitale: è produrre, controllare, trasportare e installare migliaia di vetri diversi mantenendo aspetto e prestazioni coerenti su due torri di grande altezza.
La geometria moltiplica le varianti
La torre maggiore raggiunge circa 250 metri, la seconda circa 150. Per accomodare la torsione, i montanti lavorano con numerose configurazioni angolari e i traversi vengono a loro volta personalizzati. Il sistema non è quindi una curtain wall standard deformata in cantiere, ma una famiglia di componenti preparata per assorbire la variazione. A questa complessità si aggiungono grandi elementi strutturali a X che enfatizzano il disegno della facciata. La loro produzione richiede coordinamento tra geometria architettonica, sottostruttura, vetro e sequenza di assemblaggio.
Il vetro deve seguire una superficie che cambia continuamente
Le sagome includono triangoli, quadrilateri e pentagoni, spesso con angoli molto acuti. Le macchine di taglio devono quindi essere calibrate per lavorare forme molto lontane dal rettangolo standard, mantenendo precisione sui bordi e qualità dopo tempra e trattamento.
La quantità amplifica ogni piccolo errore. Il progetto arriva a migliaia di tagli e decine di migliaia di metri quadrati di vetro; per questo la qualità viene gestita come processo, lavorando su temperature di tempra, raffreddamento, velocità dei rulli e controllo delle deformazioni ottiche.
Vision, spandrel e aperture richiedono prodotti diversi
La facciata non è composta da un solo vetro. Parti trasparenti, spandrel e zone con profili integrati richiedono costruzioni differenti, mentre le aperture motorizzate devono garantire ventilazione senza interrompere il disegno generale.
La scala rende la filiera parte dell’architettura
La fornitura coinvolge più stabilimenti del gruppo, coordinati per mantenere substrati, coating e qualità compatibili. Con volumi di questa dimensione, la logistica non è un’attività separata: influenza formati, imballaggi, sequenza di consegna e gestione delle sagome non standard.
Il caso VakıfBank dimostra che una facciata fortemente geometrica non è sostenuta da un singolo gesto tecnico. È sostenuta da una catena di precisione: modello, dettaglio, taglio, trattamento, controllo, trasporto e montaggio. Il valore della filiera sta nel rendere ripetibile ciò che, guardando l’edificio, sembra irripetibile.