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Giulia Zarrella usa due casi studio per mostrare perché profili speciali in acciaio e inox possono risolvere facciate dove la robustezza deve convivere con sezioni snelle, geometrie non standard e tolleranze molto più strette di quelle dei prodotti commerciali.
Nelle facciate trasparenti, rendere una struttura più resistente spesso significa renderla anche più visibile. Giulia Zarrella parte da questa tensione per spiegare il valore dei profili speciali in acciaio: concentrare materiale dove serve, controllare geometrie e tolleranze e lasciare all’architettura sezioni più snelle di quelle ottenibili con soluzioni convenzionali.
Due processi, due libertà diverse
Le tecnologie su cui si concentra sono la saldatura laser e l’estrusione a caldo. La prima permette di assemblare piatti e anime con cordoni molto contenuti, ottenendo spigoli netti e superfici che, dopo finitura, possono dialogare con sistemi in alluminio senza mostrare l’aspetto tipico di una carpenteria saldata. La possibilità di variare gli spessori delle singole parti consente inoltre di aumentare la capacità strutturale mantenendo quasi invariati ingombro e proporzioni del profilo. L’estrusione offre invece una libertà geometrica differente, utile quando la sezione richiede variazioni continue o forme non ricavabili in modo efficiente dall’unione di elementi piani.
A Cannes, robustezza senza appesantire il vetro
Nel retrofit del Marriott a Cannes, la nuova facciata del casinò richiedeva una struttura capace di sostenere vetrazioni importanti mantenendo un’immagine molto sottile. La vicinanza al mare ha orientato la scelta verso acciaio inox 316L, mentre l’andamento curvo dell’involucro ha richiesto diverse geometrie personalizzate. Il progetto combina profili a U, T, L e sezioni speciali, con spessori e angoli calibrati sulle inclinazioni del vetro. L’obiettivo non era produrre un componente eccezionale isolato, ma costruire una famiglia coerente di elementi capaci di seguire il disegno con precisione e di trasferire i carichi senza introdurre masse visive non desiderate.
Alla Digital Factory, il requisito decisivo è la tolleranza
Nel progetto Luxottica Digital Factory a Milano, la scelta dei profili non nasce invece dalla ricerca di una sezione particolarmente espressiva. Il problema è la rettilineità. I montanti dell’ingresso devono ricevere fissaggi vetrati disposti su linee parallele, dove piccole deviazioni diventano immediatamente percepibili. Per barre lunghe fino a dodici metri, Montanstahl ha lavorato con tolleranze di rettilineità molto contenute e controlli dimensionali più severi di quelli tipici di un profilo commerciale. In questo caso la qualità architettonica dipende da una proprietà quasi invisibile: la capacità della struttura di restare esattamente dove il progetto la vuole.
Il vantaggio dell’acciaio è usare meno materiale nel posto giusto
Zarrella non propone l’acciaio come soluzione universale. Il suo valore emerge quando il progetto ha bisogno contemporaneamente di elevata rigidezza, sezioni ridotte, resistenza alla corrosione o geometrie su misura. In queste condizioni, un profilo più sofisticato può ridurre l’ingombro complessivo e semplificare il rapporto tra vetro, struttura e finitura. Per il retrofit questo è particolarmente utile. Le strutture esistenti impongono spesso vincoli di spazio, allineamento e carico che non permettono di aumentare liberamente le sezioni. Il profilo speciale diventa allora uno strumento per adattare la nuova facciata alle condizioni reali, mantenendo l’intento architettonico senza trasferire il problema al cantiere.
La lezione dei due casi è semplice: la libertà formale non nasce soltanto da forme complesse. A volte nasce da una tolleranza più stretta, da un cordone di saldatura quasi invisibile o dalla possibilità di mettere qualche millimetro di acciaio esattamente dove serve.