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Published in the language of the original session. The English translation is provided for reference and may not be fully accurate, please verify technical terms against the source.

Marlice Anisia Imparato e Alessio Pierdomenico mostrano perché un complesso esistente non richiede una risposta uniforme: su Via Colombo il progetto lavora per strati e conservazione selettiva, su Via Bavastro sceglie un recladding completo ad alte prestazioni.

Viste aeree del complesso esistente
Due edifici, condizioni diverse. Il complesso mette insieme corpi con altezze, orientamenti e involucri differenti, rendendo necessario un approccio specifico per ciascuna parte.

Un complesso direzionale composto da edifici diversi non si rigenera bene applicando la stessa facciata ovunque. Marlice Anisia Imparato e Alessio Pierdomenico raccontano il Rome Office Complex come un progetto di differenziazione controllata: mantenere ciò che può ancora lavorare, sostituire ciò che non risponde più alle prestazioni richieste e costruire una nuova identità comune attraverso proporzioni, verde e fasce orizzontali.

Il retrofit parte dalla lettura dell’esistente

L’edificio su Via Cristoforo Colombo e quello su Via Bavastro hanno caratteri e sistemi costruttivi differenti. One Works parte quindi da un’analisi dello stato di fatto e da un obiettivo più ampio di rigenerazione: aprire il complesso alla città, introdurre verde, migliorare prestazioni e aggiornare l’immagine senza cancellare la struttura urbana esistente. Sul fronte Colombo, la nuova architettura lavora con fasce orizzontali, rivestimento ceramico e vegetazione rampicante. Il verde non è un accessorio applicato al prospetto; entra nella profondità della facciata e richiede vasche, supporti e coordinamento con i dettagli costruttivi.

Facciata esistente di Via Colombo con forte scansione orizzontale
Il ritmo esistente resta leggibile. La trasformazione parte dalle proporzioni dell’edificio e le usa come base per introdurre nuovi strati, materiali e verde.

La nuova immagine deve essere costruibile per moduli

La proposta per Via Colombo usa un rivestimento ceramico sviluppato attraverso standardizzazione e prototipazione con la filiera. Le fasce diventano il dispositivo che unifica la scala dell’edificio e, allo stesso tempo, offre spazio per integrare schermatura e vegetazione.

Rendering del complesso dopo la riqualificazione
Il verde entra nell’involucro. Le fasce orizzontali e la vegetazione trasformano un blocco direzionale chiuso in una facciata più profonda e abitata.

Il passaggio dal concept al dettaglio richiede di controllare peso, tolleranze, fissaggi e manutenzione. Una piastrella o un pannello possono essere standard, ma la facciata non lo è finché non vengono risolti bordi, marcapiani, aperture e interfacce con la struttura esistente.

Recladding parziale e totale sono decisioni progettuali diverse

Alessio Pierdomenico distingue le due strategie. Su Via Colombo l’approccio è più selettivo: il nuovo involucro si sovrappone e si integra con parti dell’esistente, con un’attenzione particolare ai marcapiani e ai raccordi. Su Via Bavastro, invece, la condizione iniziale e gli obiettivi portano a un recladding completo con una nuova facciata a montanti e traversi, vetrazione strutturale e frangisole integrati.

Sezione del nodo di marcapiano e del nuovo rivestimento
Il retrofit vive nel nodo. La connessione tra struttura esistente, isolamento, rivestimento e nuovo serramento determina continuità termica e affidabilità della facciata.

Questa differenza evita un errore frequente: considerare la conservazione come un valore assoluto. A volte mantenere una parte del sistema è efficiente; in altri casi prolunga problemi di prestazione e rende più complesso il nuovo dettaglio.

La verifica prestazionale guida il disegno esecutivo

Sul secondo edificio, analisi termiche, compartimentazione al fuoco, staffaggi e modellazione tridimensionale dei nodi accompagnano lo sviluppo della facciata. Il sistema deve assorbire movimenti e tolleranze dell’esistente senza perdere la precisione richiesta dalla nuova pelle.

Modulo di facciata con parti vision, spandrel e aperture integrate
Un modulo, più condizioni. Vision, spandrel e parti apribili vengono coordinati dentro una griglia comune per ridurre eccezioni in produzione e posa.

Il caso dimostra che la qualità del retrofit nasce dalla capacità di usare strategie diverse dentro un obiettivo unitario. Non tutto deve essere conservato e non tutto deve essere sostituito. La scelta migliore è quella che rende ogni edificio più performante sfruttando con intelligenza la materia, la struttura e il carattere che possiede già.

Synthesis based on the presentation by Marlice Anisia Imparato (One Works) and Alessio Pierdomenico (Deerns Italia) at Zak World of Façades, Rome. Data and images are drawn from the presentation materials and remain the property of the project team.